Attrezzatura da arrampicata: quando va cambiata? Parte 1

PARTE 1: IMBRAGO, FETTUCCE, CORDA

Una delle domande che vengono spesso poste dai neofiti riguarda la durata dell’attrezzatura e, anche per chi ha più esperienza, non è sempre facile determinare se è giunto il momento di mandare in pensione l’amata corda o il valoroso imbrago che ci ha accompagnato in vetta così tante volte.

Se pensiamo a quanto spesso vengono cambiati gli sci o la mountain bike, soltanto perché è uscito un nuovo modello, ci rendiamo conto di come sia poco razionale il nostro approccio nel rinnovare l’attrezzatura.
L’alpinista, si sa, non è uno spendaccione e spesso utilizza la stessa corda, lo stesso imbrago e gli stessi rinvii per anni.
La cosa appare alquanto curiosa visto che la vita e la sicurezza dipendono letteralmente dallo stato e dalla qualità dell’attrezzatura e molto probabilmente ogni arrampicatore o alpinista ha nel proprio “arsenale” almeno un pezzo che non passerebbe un test sulla sicurezza.

I materiali sintetici con cui sono prodotti corde, imbraghi, fettucce, cordini, ecc. nella maggior parte dei casi hanno una vita ideale di circa 10 anni se non utilizzati; ovvero un prodotto mai usato e immagazzinato nelle condizioni climatiche ideali. Chiaramente la vita di questi prodotti si accorcia molto velocemente quando vengono utilizzati e quindi esposti a raggi UV, sporcizia, abrasioni, cadute, calore, freddo, acqua e tutte quelle componenti che contribuiscono a ridurre la durata dell’attrezzatura.

È difficile capire a priori quanto la vita utile sia stata ridotta ma ci sono alcuni accorgimenti che ci possono aiutare a determinarlo: il primo è una ispezione effettuata con regolarità, il secondo è tenere un diario puntuale di tutto ciò che accade alla nostra attrezzatura. (Se non l’hai ricevuto con la newsletter, scarica gratis il “DIARIO MATERIALE DI ARRAMPICATA” in formato .xls)

IMBRAGO

In generale chi arrampica tende ad usare l’imbrago troppo a lungo. Benché un imbrago possa durare diversi anni in condizioni ideali, l’arrampicata non avviene mai in condizioni ideali. L’imbrago potrebbe venire talmente danneggiato dopo una giornata sulla roccia o in montagna, da dover essere dismesso il giorno dopo che è stato acquistato. Potrebbe bastare un’abrasione profonda nell’affrontare un camino stretto per rovinare irrimediabilmente un imbrago nuovo. E’ facile capire come sia importante considerare l’età dell’attrezzatura ma anche quanto sia imprescindibile un controllo visivo dopo ogni uscita.

Per prima cosa è importante controllare i passanti (in vita e di congiunzione ai cosciali) in cui si infila la corda quando ci assicuriamo; essendo questi punti il collegamento con la corda, devono essere sempre in perfette condizioni. Se avete anche il minimo dubbio sulla condizione di questi elementi è molto probabile che l’imbrago sia da sostituire. Alcuni modelli utilizzano uno strato protettivo che ricopre questi punti per combattere l’usura. Se questo elemento è consumato, significa che è necessario cambiare l’imbrago.
Anche l’anello di servizio, deve essere ispezionato molto attentamente. Pur essendo una delle componenti più robuste di tutto l’imbrago, è comunque soggetto ad usura e rottura come tutto il resto. Un anello di servizio compromesso rappresenta una minaccia per la nostra sicurezza e quella del nostro compagno. Controllare i punti della cucitura e cercare eventuali segni di logorio o usura. Ispezionare poi il resto dell’anello di servizio per verificare se presenta segni di un’usura irregolare. Come le corde, anche l’anello di servizio può essere un po’ peloso, senza che per questo ne sia compromessa la resistenza, ma se una parte è consumata più delle altre, allora è tempo di cambiare l’imbrago.
E’ tempo di ispezionare le fibbia. E’ fondamentale che non presenti alcun segno di corrosione e che non vi siano parti consumate al punto da creare bordi affilati. Nel caso ci sia uno solo di questi problemi, l’imbrago va sostituito.
Controllare adesso tutte le cuciture relative ai punti di sostegno. Le cuciture devono essere di colore diverso rispetto al materiale dell’imbrago e devono essere integre. Qualora non lo fossero, i produttori raccomandano la sostituzione dell’imbrago. Questo approccio così drastico può essere considerato un po’ estremo, ma da una buona idea di quanto poco ci voglia per compromettere la resistenza di un imbrago.
Infine Controllare il resto dell’imbrago per verificare segni di usura.

FETTUCCE
I controlli sulle fettucce e fettucce dei rinvii sono praticamente simili a quelli dell’imbrago senza la verifica delle fibbie in metallo. Le fettucce spesso sono sottoposte ad un duro lavoro con carichi elevati e contatti con spigoli affilati e pertanto si usurano velocemente. Anche materiali più evoluti come Dyneema si usurano, anche più velocemente del tradizionale poliammide.
Come per l’imbrago, iniziare con verifica delle cuciture. Cercare eventuali abrasioni o punti mancanti e ricordare che la rottura di un punto significa la pensione per la fettuccia.
Un fettuccia che fa un po’ di pelo, normalmente non è compromessa, lo è se vi sono dei punti manifestamente più usurati del resto.

CORDE
La corda va controllata con la massima attenzione, va accorciata quando necessario e non si possono correre rischi.

Le corde sono una delle componenti più importanti nella nostra attrezzatura. Un rottura corrisponde automaticamente ad una caduta. Capita di vedere gente arrampicarsi con corde talmente usurate da non essere buone nemmeno per stendere i panni ma la corda è sacra e va trattata con la massima cura.

Non si può scherzare quando si tratta di controllare e valutare lo stato della corda ed è sempre meglio peccare per eccesso di cautela e cambiare la corda al minimo dubbio.

L’anima è la parte della corda che sopporta il peso e questo la rende la cosa più importante da controllare. Trovandosi però sotto una guaina esterna detta calza (il cui compito è proteggere l’anima dall’usura) non può essere vista. Questo significa che bisogna controllare l’anima con un test tattile. Per prima cosa fare passare tutta la corda verificando ogni centimetro di corda per capire se ci sono punti morbidi o duri. Questi indicano un punto in cui l’anima può essere danneggiata. Punti in cui l’anima è piatta normalmente sono indice di trefoli danneggiati. Una volta fatto questo test, andate da un capo all’altro di nuovo creando una curva sulla corda come se voleste fare un anello e verificate se esistono punti in cui è molto morbida o particolarmente dura. Punti in cui la resistenza è diversa rappresentano un danno all’anima. Vai QUI per esempi video di come eseguire questi test.
Passiamo adesso all’analisi della calza. Un certo grado di “pelosità” con l’uso è normale. La cosa che ci deve allarmare è quando vi sono zone in cui questo effetto è molto più marcato che in altre, potrebbe infatti indicare un trauma a quel pezzo della corda. Spesso è possibile che in quel punto vi sia anche un danno all’anima. Se la calza ha delle abrasioni tali da esporre l’anima, la corda è da cambiare. E’ importante anche verificare la presenza di “bruciature” sulla calza che pur non essendo necessariamente un problema, sono comunque indice di elevata usura in un punto specifico della corda e pertanto necessita di accurato controllo.
Le corde sono progettate per resistere ad un numero più o meno elevato di cadute “normali” ma alcune cadute possono causare più danni di altre. Le forze create da una caduta non dipendono dalla lunghezza della caduta quanto dalla quantità di corda disponibile per assorbire la caduta. Il fattore di caduta viene calcolato dividendo la lunghezza della caduta sulla quantità di corda che assorbe. Cadute con fattore superiore a 1, soprattutto se trattenute con freni poco dinamici, richiedono il cambio della corda.
Se una corda viene danneggiato in un unico punto, è possibile tagliare l’estremità danneggiata e continuare ad usare la corda. Ricordatevi di segnare la nuova lunghezza della corda su entrambe le estremità.

Come tenere la corda per migliorarne la durata

Tenerla al buio, su una superficie piana in un luogo fresco e asciutto. Non appendere la corda ad un capo ma fissarla con una fettuccia o un cordino e appenderla a questo ultimo. Evitare contatti con prodotti chimici e soprattutto acidi. Quando molto sporca lavarla con acqua fredda e sapone neutro.
Utilizzare una sacca quando in falesia per evitare un eccessivo contatto con terra e sporco.

Quando sostituire la corda:

  • se la calza è danneggiata e l’anima è visibile;
  • se la calza è molto usurata e presenta un peeling (pelosità) molto accentuato;
  • se la calza scorre eccessivamente sull’anima;
  • se la corda è venuta a contatto con agenti chimici e n particolare acidi;
  • se presenta particolari deformazioni (rigidità, nodi, eccessiva morbidezza);
  • se è stata sottoposta a carichi eccessivi (cadute rilevanti e sempre se con fattore maggiore ad 1);
  • se è molto sporca (grasso, olio, catrame);
  • se calore, abrasioni o buricature da attrito hanno causato danni.

Durata indicativa della corda e dell’imbrago in base alla frequenza d’uso

  • Mai usata 10 anni
  • Usata raramente (2 volte l’anno) fino a 7 anni
  • Usata in modo occasionale (una volta al mese) fino a 5 anni
  • Usata in modo regolare (più volte al mese) fino a 3 anni
  • Usata con frequenza (una volta la settimana) fino a 1 anno
  • Usata costantemente (quasi quotidianamente) meno di 1 anno

PARTE SECONDA

5 pensieri su “Attrezzatura da arrampicata: quando va cambiata? Parte 1

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  3. ciao complimenti per larticolo fatto molto bene!!!!! ho letto che le corde multistrappo a norma resistono a 9 o poco piu strappi poi sono da cambiare , ti sembra un po eccessivo

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