ATTENZIONE: avviso di Mammut relativo ai rinvii in posto a seguito incidente mortale

Di seguito una sintetica traduzione dal sito Maummut

Mammut invita urgentemente a interrompere l’utilizzo e alla rimozione immediata degli Expressi Set e dei moschettoni in posto lasciati permanentemente sulle pareti d’arrampicata. Indipendentemente dal produttore, l’usura dei moschettoni comporta la formazione di spigoli taglienti (vedi articolo sull’usura dei materiali) che possono provocare il danneggiamento o il taglio della corda, anche nel caso di cadute di modeste dimensioni. Un incidente mortale in Svizzera e successivi test fatti da Mammut hanno evidenziato che questo problema, comunque già noto, è molto più grave di quanto finora pensato e comporta un elevato rischio per chi arrampica.
E’ sempre più diffusa l’abitudine di installare in modo permanente tutti o parte degli Express Set nei percorsi strapiombanti. Sia per agevolare il moschettonaggio e per risparmiare all’arrampicatore la rimozione, talvolta complicata, degli Express Set. Gli Express Set, durante la calata vengono abrasi dall’attrito con la corda e possono formare spigoli estremamente taglienti (vedi foto). Continua a leggere

Intervista a Delfino Formenti: la chiodatura in falesia

Inauguriamo la sezione “Interviste agli esperti” con un’intervista a Delfino Formenti, personaggio molto noto per la sua inestimabile attività di scoperta e chiodatura di numerose falesie nel lecchese. Delfino è uno dei massimi esperti nella chiodatura e infatti a lui dobbiamo la possibilità di scalare in gran parte del grande parco d’arrampicata del lecchese. È possibile trovare maggiori informazioni su Delino Formanti sul suo sito Delfix.it

S.I.M. : Ciao Delfino, puoi parlarci brevemente di te e della tua attività di arrampicatore?

D.F. La prima esperienza sulla roccia è stata nel 1979 percorrendo la ferrata del Centenario al Resegone. Poi ho cominciato a frequentare le pareti del lecchese e in seguito ho ripetuto diverse salite classiche e sportive soprattutto in Dolomiti.

S.I.M. : Parlaci di come è nata la tua passione per la chiodatura? Continua a leggere

I gradi e le difficoltà in montagna – Parte 2

Con questo nuovo articolo che segue la prima parte sulla scala delle difficoltà sui sentieri e UIIA, vediamo le difficoltà dell’arrampicata artificiale, sulla difficoltà di insieme e le nuove gradazioni in cui vengono descritti proteggibilità e impegno globale.

ARRAMPICATA ARTIFICIALE: LA SCALA EUROPEA
Le difficoltà dell’arrampicata in artificiale vengono indicata con la lettera A seguita da un valore numerico che va da 0 a 5 all’aumentare della difficoltà e indica sia la difficoltà dell’uso dell’attrezzatura artificiale che la tipologia da utilizzare. Bisogna fare comunque una distinzione tra i gradi di artificiale classici su calcare descritti di seguito e quelli moderni basati su granito e relativi alle tecniche utilizzate in America. Continua a leggere

Attrezzatura di una sosta in falesia

Ho già sottolineato l’importanza della sicurezza delle soste in due precedenti articoli (L’importanza delle soste nell’arrampicata e Attenzione alla corrosione degli ancoraggi nelle falesie marine), sia per le vie che per i tiri singoli in falesia. Le soste sono un elemento essenziale della catena di sicurezza ed in particolare per la falesia quando arrampichiamo in moulinette con corda dall’alto. Continua a leggere

I gradi e le difficoltà in montagna – Parte 1

Conoscere le caratteristiche delle difficoltà a cui si andrà incontro è uno dei prerequisiti essenziali per la sicurezza quando si affronta un’uscita in montagna. Sia che si tratti di una semplice escursione su sentiero che di un’arrampicata estrema, conoscere il grado di difficoltà e rapportarlo alle nostre capacità è fondamentale per affrontare la montagna in sicurezza. La preparazione dell’uscita, infatti, riveste sempre un ruolo importantissimo e anche i più grandi alpinisti, artefici di imprese al limite, hanno studiato precedentemente ogni dettaglio del percorso che hanno successivamente compiuto. Continua a leggere

Vipere: cosa fare

Capita spesso nel periodo estivo di sentire di arrampicatori e escursionisti che si imbattono in vipere o presunte tali. A molte persone, compreso il sottoscritto è capitato di inserire la mano in una fessura o arrivare ad una cengia e scoprire che questa era abitata dal simpatico animaletto. Posto che è raro il caso di morso da parte della vipera, è opportuno comunque capire cosa si deve fare per evitare il contatto (molto più facile seguire i consigli quando si va per sentieri che durante l’arrampicata) e eventualmente come comportarsi in caso di morso. Continua a leggere

L’edera velenosa: attenzione ormai è presente in molte falesie

Questa pianta alquanto pericolosa è stata purtroppo “importata” dal nord America e data la grande frequentazione delle nostra montagne da parte di climbers provenienti da queste zone, si è diffusa anche da noi.

E’ pertanto di estrema importanza riconoscerla per evitarla e, nel caso di contatto, sapere come comportarsi.

Raccomandiamo pertanto di leggere l’articolo a cura del Dott. Kelios Bonetti in questo LINK

ATTENZIONE agli ancoraggi nelle falesie marine

In molti amano viaggiare per arrampicare al caldo e al sole nelle splendide falesie “marine” in giro per il mondo. Si può spaziare da località esotiche come la Thailandia, alle isole come Kalymons o la Sardegna, alle località costiere come Finale o Le Calanques. La maggior parte delle falesie di queste località sono attrezzate con protezioni fisse e in alcuni casi sono a picco direttamente sul mare. Indubbiamente è un’arrampicata molto apprezzabile ma recentemente si sono avuti casi di incidenti con rotture di protezioni che sembravano a prova di bomba, in acciaio inox. Le teorie sono molte ma la UIAA ha iniziato uno studio di questo fenomeno che non è ancora stato completato. Nel frattempo ha dato indicazioni su come affrontare il problema.

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Decalogo per arrampicare sicuri

Premessa

L’arrampicata è intrinsecamente pericolosa e pertanto è necessario adottare tutti quegli accorgimenti che consentono di contrastare le conseguenze negative della gravità e di una caduta. La chiave per la sicurezza è la ridondanza. È fondamentale avere sempre una seconda protezione per ogni protezione usata, così come utilizzare più di un ancoraggio in sosta o per una calata. La vita dipende da questi accorgimenti e i neofiti sono più vulnerabili agli incidenti. È pertanto necessario usare sempre giudizio, valutare i pericoli dell’arrampicata, trovare un esperto che possa farci da mentore o prendere lezioni per imparare ad arrampicare in modo sicuro. La maggior parte degli incidenti infatti avviene a causa di errori da parte dell’arrampicatore e solo in minima parte per pericoli oggettivi.

Pertanto è sempre bene tenere a mente i seguenti 10 consigli mentre si arrampica. Potrebbero sembrare cose ovvie e già conosciute ma spesso vengono trascurate con molta facilità anche dai più esperti. Il ripercorrere mentalmente questi dieci punti può però fare una grande differenza nella nostra sicurezza. Continua a leggere

L’importanza del casco in falesia

Spesso vediamo gente che arrampica in falesia senza casco e viene da chiedersi se sia effettivamente importante o meno il suo utilizzo in un ambiente “amichevole”. Detto francamente, il suo utilizzo risulta un po’ scomodo, soprattutto durante le giornate calde e afose, senza contare l’effetto “look” che relega chi usa il casco in falesia tra i meno bravi o quantomeno poco temerari. Effettivamente il casco sembra proprio non incontrare il favore della maggior parte degli arrampicatori che frequentano le falesie, mentre viene dato per scontato quando si arrampica su vie lunghe.

La domanda sull’utilità del casco in falesia viene pertanto spontanea: ma sarà vero che il casco serve solo quando affrontiamo vie in montagna per il rischio di cadute di sassi? Continua a leggere