Studio sull’efficacia dei nodi sulla corda nel caso di caduta in crepaccio

Pubblichiamo  questo studio condotto dall’ENSA sulle dinamiche di una caduta in crepaccio e l’efficacia dei nodi sulla corda durante la progressione su ghiacciaio.

Purtroppo il video è in francese ma le immagini sono abbastanza esaustive.

Il test viene effettuato simulando la caduta in un crepaccio e con corde di vario diametro.

I risultati sono molto interessanti e indicano una grande differenza nella sollecitazione all’assicuratore. Continua a leggere

La marchiatura CE sui prodotti da arrampicata

La nostra sicurezza in montagna dipende in gran parte dai materiali che utilizziamo. Soprattutto quando si tratta di arrampicata o di alpinismo, la tenuta dei materiali deve essere a prova di bomba. Per questo motivo i diversi enti hanno definito dei parametri ai quali i materiali devono corrispondere. La normativa europea prevede che così come avviene per molti prodotti, anche per l’attrezzatura venduta in Europa, sia necessaria la marchiatura CE.

Parte dell'attrezzatura per l'arrampicata. I dispositivi di sicurezza devono essere marchiati CE

Parte dell’attrezzatura per l’arrampicata. I dispositivi di sicurezza devono essere marchiati CE

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Segnali per previsioni meteo a breve

Il meteo in montagna rappresenta un aspetto fondamentale per la sicurezza, capace di trasformare una semplice uscita in una tragica esperienza.

Per questo motivo, conoscere le diverse condizioni del meteo è fondamentale quando andiamo in montagna.

È risaputo che fare delle previsioni meteo affidabili non è cosa facile, anche i migliori metereologi sbagliano.

Però fare un previsione meteo a breve non è impossibile ed è utile per poter prendere decisioni su come comportarci. Continua a leggere

Test di caduta nella progressione in conserva su ghiaccio

Pubblichiamo volentieri questo studio condotto dall’ENSA sulle dinamiche di una caduta durante la progressione in conserva su pendio ghiacciato.

Purtroppo il video è in francese ma le immagini sono abbastanza esaustive.

Il test viene effettuato simulando la caduta del secondo in una cordata che progredisce in conserva con un solo punto di assicurazione con distanza tra i componenti di circa 30 mt. Il peso utilizzato per ciascuno dei due componenti è 80kg.

I risultati sono impressionanti, Continua a leggere

I gradi e le difficoltà in montagna – Parte 2

Con questo nuovo articolo che segue la prima parte sulla scala delle difficoltà sui sentieri e UIIA, vediamo le difficoltà dell’arrampicata artificiale, sulla difficoltà di insieme e le nuove gradazioni in cui vengono descritti proteggibilità e impegno globale.

ARRAMPICATA ARTIFICIALE: LA SCALA EUROPEA
Le difficoltà dell’arrampicata in artificiale vengono indicata con la lettera A seguita da un valore numerico che va da 0 a 5 all’aumentare della difficoltà e indica sia la difficoltà dell’uso dell’attrezzatura artificiale che la tipologia da utilizzare. Bisogna fare comunque una distinzione tra i gradi di artificiale classici su calcare descritti di seguito e quelli moderni basati su granito e relativi alle tecniche utilizzate in America. Continua a leggere

L’ipotermia un nemico per chi vive la montagna

L’ipotermia è una patologia diffusa in montagna che, a seconda della severità dei casi, può portare a gravi conseguenze.

Quasi ogni persona che si avventura in montagna durante l’inverno tende a coprirsi abbondantemente ma non sono rare le occasioni in cui si può soffrire di ipotermia come ad esempio nel caso di permanenza su una seggiovia che si ferma, nel caso di forte vento, oppure quando si è immobili perché si è infortunati o peggio ancora in un crepaccio. L’ipotermia è però frequente anche in estate perché spesso si sottovaluta l’abbigliamento necessario o si rimane vittima di un cambiamento repentino del tempo. Mi è più volte capitato di affrontare vie su versanti esposti a Nord in giornate dove al sole si moriva dal caldo e invece sulla via si tremava dal freddo complici vento ed esposizione. Continua a leggere

Sicurezza su ghiacciaio: Bivacchi e crepacci

Benché fosse ancora relativamente presto al mattino (considerata l’ora legale), e quindi abbastanza freddo, è assolutamente sconsigliato fermarsi a bivaccare e mettere le pelli in mezzo al ghiacciaio. Esiste la grande probabilità che i ponti sopra i crepacci cedano con nefaste conseguenze. Evidenziato in rosso un numeroso gruppo di persone si è fermato in una zona che visibilmente è segnata da depressioni che sono la continuazione di crepacci aperti. Inoltre avevano pensato bene di togliersi sci e iniziare a camminare in giro, altra pratica assolutamente sbagliata, infatti il peso viene concentrato su una superficie minore rispetto agli sci e quindi è più probabile uno sfondamento. Anche in caso di sfondamento, gli sci possono in qualche modo bloccare la caduta andandosi ad incastrare sulle pareti del crepaccio. Bisogna fare sempre attenzione in quanto i ponti possono crollare anche durante le ore più fredde in quanto sono molteplici le cause di un cedimento. Molto meglio posizionarsi sulla morena laterale del ghiacciaio. In quet’ultimo caso è bene fare attenzione ad eventuali scariche derivanti dallo scioglimento della neve e del ghiaccio che tengono in posizione i detriti e le pietre accumulati sulla morena stessa.