I gradi e le difficoltà in montagna – Parte 1

Conoscere le caratteristiche delle difficoltà a cui si andrà incontro è uno dei prerequisiti essenziali per la sicurezza quando si affronta un’uscita in montagna. Sia che si tratti di una semplice escursione su sentiero che di un’arrampicata estrema, conoscere il grado di difficoltà e rapportarlo alle nostre capacità è fondamentale per affrontare la montagna in sicurezza. La preparazione dell’uscita, infatti, riveste sempre un ruolo importantissimo e anche i più grandi alpinisti, artefici di imprese al limite, hanno studiato precedentemente ogni dettaglio del percorso che hanno successivamente compiuto.

GRADI DELLE DIFFICOLTA’ SU PERCORSI ESCURSIONISTICI
La Commissione Centrale Escursionismo del Club Alpino Italiano ha individuato una classificazione che ha per obiettivo quello di definire le tipologie di sentiero e indicarne le difficoltà. Questa classificazione viene comunemente utilizzata nelle descrizioni e nelle guide. È pertanto utile conoscere la nomenclatura e a cosa corrispondono i vari gradi.

T – Sentiero Turistico
Escursionismo alla portata di ogni persona in buona salute; itinerario su stradine, mulattiere o larghi sentieri; i percorsi non sono generalmente lunghi, non presentano problemi di orientamento e non richiedono un allenamento specifico se non quello caratteristico di una passeggiata. Si trovano nelle immediate vicinanze di paesi, località turistiche o vie di comunicazione e rivestono particolare interesse per passeggiate facili di tipo culturale o turistico/ricreativo.

E – Sentiero Escursionistico
Escursionismo su sentieri o comunque seguendo tracce evidenti su terreno di vario genere (pascoli, detriti, pietraie…) che corrisponde in gran parte a mulattiere realizzate per scopi agro/silvo/pastorali, militari o a sentieri di accesso a rifugi o di collegamento fra valli vicine; sono generalmente segnalati con vernice e/o ometti (piccole torri realizzate impilando pietre piatte); sono richiesti un discreto allenamento fisico e capacità di orientamento.

Questo tipo di segnale è molto diffuso nei sentieri in montagna per indicare la via

EE – Sentiero per Escursionisti Esperti
Itinerario per lo più segnalato che implica capacità di muoversi agevolmente su terreni impervi e infidi, con tratti attrezzati o rocciosi; è richiesto un buon allenamento, una buona conoscenza della montagna, tecnica di base e un equipaggiamento adeguato. Corrisponde generalmente a un itinerario di traversata nella montagna medio alta e può presentare dei tratti attrezzati.

EEA – Sentiero per Escursionisti Esperti con Attrezzatura
Sentieri attrezzati o vie ferrate che si sviluppano su pareti rocciose o su creste e cenge attrezzate con funi e/o scale fisse senza le quali il procedere costituirebbe una vera e propria arrampicata. Sono necessarie un’adeguata preparazione e apposita attrezzatura: casco, imbrago, calzature da montagna e dissipatore.

Una scala in ferro su una via ferrata: un’attrezzatura adeguata è necessaria per affrontare queste vie in sicurezza.

EAI – Escursionismo in Ambiente Innevato
Itinerari in ambiente innevato che richiedono l’utilizzo di racchette da neve (ciaspole). Bisogna aggiungere che in questo caso vi sono ulteriori pericoli oggettivi causati dall’instabilità del manto nevoso e quindi devono essere prese ulteriori precauzioni in tal senso.

SCALA DI DICCOLTA’ NELL’ARRAMPICATA SU ROCCIA: LA SCALA WELZENBACH O UIAA
Vi sono diverse scale di valutazione della difficoltà dei vari tipi di arrampicata e generalmente vengono indicate nella descrizione della via in quanto è importante per l’alpinista poter scegliere itinerari proporzionati alle proprie capacità. La classificazione delle difficoltà alpinistiche è stata inizialmente codificata dall’alpinista tedesco Willy Welzenbach negli anni ’20.

Welzenbach ha identificato sei gradi di difficoltà crescente dal I (elementare) al VI (limite delle possibilità umane). La classificazione, riconoscibile per l’uso dei numeri romani, aveva però il problema di essere una scala “chiusa”. Welzenbach non aveva previsto l’evoluzione dell’arrampicata che negli anni ’60 e ’70 superò nettamente il limite del VI grado.

Dopo varie discussioni, la scala venne aperta verso l’alto dall’UIAA e ad oggi il livello massimo della classificazione è l’XI grado. Inoltre, sono state aggiunte delle gradazioni intermedie aggiungendo il suffisso “superiore (+)” o “inferiore (-)”. Al momento la descrizione qualitativa delle difficoltà non è stata codificata. È importante sapere che la scala UIAA, è utilizzata per classificare unicamente le scalate su roccia in montagna.

I Grado
Col primo grado si può già parlare di arrampicata, le mani si usano solo per mantenere l’equilibrio dove serve e richiede una valutazione della qualità della roccia prima di appoggiarvi i piedi.

II Grado
Dal secondo si parla di arrampicata vera e propria. La progressione richiede già una corretta sequenza nei movimenti ed è necessario spostare un arto per volta. Gli appoggi (per i piedi) e gli appigli (per le mani) sono molto abbondanti.

III Grado
Aumenta la pendenza della parete, eccezionalmente diventa addirittura verticale. Appigli ed appoggi iniziano a diminuire. I passaggi si possono generalmente affrontare in diversi modi.

IV, IV+ Grado
Appoggi ed appigli cominciano ad essere esigui: è richiesta una certa tecnica nel superare passaggi con strutture rocciose particolari (camini, fessure, spigoli…).

V-, V, V+ Grado
Appigli ed appoggi ancora più rari. Arrampicata difficile e faticosa che richiede impegno. È necessario esaminare la parete prima di affrontare la progressione

VI -, VI, VI + Grado
Richiede una buona preparazione fisica completata da un minimo di tecnica ed esperienza: l’arrampicata può essere molto delicata con combinazione di movimenti ben studiati, o di forza per la presenza di strapiombi.

VII-, VII, VII+ Grado
Appigli ed appoggi estremamente esigui e/o distanti. È necessario un allenamento mirato allo sviluppo della forza e una non indifferente padronanza delle tecniche di equilibrio.

Da VIII- a XI+ Grado
Da qui le difficoltà aumentano sino a superare il X Grado. A partire da questo grado ci si misura senza dubbio con vie estremamente impegnative, composte da appigli esigui e non per tutti. È necessaria grande forza e resistenza di braccia oltre che ottima tecnica nei movimenti. L’XI Grado è riservato a poche persone, appigli e appoggi obbligati di una difficoltà estrema. Chi le chiude è sicuramente tra i migliori al mondo!

ALTRE SCALE LARGAMENTE UTILIZZATE
In alcuni paesi la classificazione UIAA, è stata sostituita da altre scale e per l’arrampicata sportiva anche in Italia sono stati adottati i gradi francesi caratterizzati  per l’utilizzo di numeri arabi, accompagnati da una lettera (a, b, c). La scala francese, diffusasi negli anni Ottanta, viene utilizzata per definire la difficoltà sia di vie di stampo più moderno in montagna, sia per i tiri in falesia. Normalmente questa gradazione viene applicata a vie e tiri caratterizzati da protezioni fisse ovvero (quasi) esclusivamente a spit/fix/resinati/ecc.. La scala francese è dunque più utile a definire difficoltà legate allo stile dell’arrampicata sportiva moderna che identifica “la continuità nella difficoltà” mentre la scala UIAA, legata storicamente al mondo dell’arrampicata di stampo alpinistico, identifica la difficoltà del singolo passaggio. E’ bene pertanto tenere conto di questa differenza e anche della tecnica di apertura della via, che nel caso di vie storiche è stata quasi sempre fatta anche con passaggi in artificiale e solo successivamente “liberata”, non è quindi possibile una diretta comparazione tra le due scale. Tenendo pertanto conto di questa fondamentale differenza è possibile fare una comparazione tra le scale maggiormente in uso nei principali Paesi e riportata nella seguente tabella. Sarà bene conoscere la conversione dei gradi se ci rechiamo all’estero e intendiamo affrontare vie o tiri che sono gradati con sistemi diversi da quelli che conosciamo in modo da poter parametrare sempre la difficoltà alle nostre capacità.

UIAA USA (YDS) UK Francia Germania Australia
I 5.2 difficoltà moderata 1 I
II 5.3 difficile 2 II 11
III 5.4 molto difficile 3 III 12
IV 5.5 4a 4 IV 12 – 13
V- 5.5 4a 5a V 13
V 5.6 4a – 4b 5b V – VI 13 – 14
V+ 5.7 4b – 4c 5b – 5c VI 14
VI- 5.8 4c 5c VIIa 15
VI 5.9 5a 6a VIIb 15 – 16
VI+ 5.10a 5a 6a+ VIIc 16
VII- 5.10b 5b 6b VIIIa 17
VII 5.10c 5b – 5c 6b+ VIIIb 18
VII+ 5.10d 5c 6c VIIIc 19
VIII- 5.11a – 5.11b 6a 6c+ IXa 20 – 21
VIII 5.11c – 5.11d 6a – 6b 7a IXb 22 – 23
VIII+ 5.12a 6b 7a+ IXc 24
IX- 5.12b – 5.12c 6c 7b – 7b+ Xa 25 – 26
IX 5.12d 6c – 7a 7b+ – 7c Xb 26 – 27
IX+ 5.13a 7a 7c+ Xc 28
X- 5.13b – 5.13c 7b 8a – 8a+ XIa 29 – 30
X 5.13c – 5.13d 7b 8b XIb 30 – 31
X+ 5.13d – 5.14a 8b – 8b+ 31 – 32
XI- 5.14b – 5.14c 8c – 8c+ 33 – 34
XI 5.14c – 5.14d 8c+ – 9a

PARTE SECONDA

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