Vipere: cosa fare

Capita spesso nel periodo estivo di sentire di arrampicatori e escursionisti che si imbattono in vipere o presunte tali. A molte persone, compreso il sottoscritto è capitato di inserire la mano in una fessura o arrivare ad una cengia e scoprire che questa era abitata dal simpatico animaletto. Posto che è raro il caso di morso da parte della vipera, è opportuno comunque capire cosa si deve fare per evitare il contatto (molto più facile seguire i consigli quando si va per sentieri che durante l’arrampicata) e eventualmente come comportarsi in caso di morso.

Allego di seguito un estratto di un esaustivo ARTICOLO del sito guidedolomiti.com a cui fare riferimento per approfondimenti e un video di un interessante intervista ad un tossicologo.

“Le vipere sono gli unici serpenti velenosi esistenti in Italia; le quattro specie presenti sono distribuite in tutte le regioni, ad eccezione della Sardegna, dove non sono presenti serpenti velenosi.
La vipera comune (Vipera aspis) è diffusa quasi esclusivamente in collina e in montagna… dalle aree planiziali fino ad oltre 2500 m di quota, un po’ in tutti gli ambienti. …La vipera è un animale schivo, molto legato al territorio. Inizia l’attività da marzo, quando i maschi vagano alla ricerca di una compagna. In questo periodo, essi sono meno accorti ed è più facile incontrarli.

…Non va dimenticato che la vipera è un animale a sangue freddo per cui difficilmente la troveremo durante le stagioni fredde; tende a svernare in ibernazione, solitaria o in gruppo a seconda della specie. Alcune specie, pur non percorrendo lunghe distanze, tendono a migrare a quote più basse durante la stagione invernale.

Una prima osservazione interessante per l’escursionista è che possiamo ritrovarla su pietraie, cumuli di pietre o mucchi d’erba nelle ore mattutine, al sorgere del sole, in quanto, essendo proprio un animale a sangue freddo, per riscaldarsi cercherà i primi raggi del sole.

E’ proprio in quel momento che la vipera, essendo più lenta nei movimenti, sarà più in pericolo e piuttosto che scappare tenderà a difendersi con il fatidico morso.La vipera, come qualsiasi altro essere vivente, necessita, per quanto minima, di una certa quantità d’acqua per bere per cui difficilmente la troveremo in zone troppo aride. Solitamente la ritroviamo vicino a ruscelli, pozze d’acqua, incavi della roccia dove si possono accumulare costantemente piccole quantità d’acqua…

Il morso della vipera

Il morso di vipera è un argomento spesso dibattuto; fortunatamente quello che generalmente si crede riguardo a questo argomento non sempre corrisponde a realtà, sia per ciò che riguarda l’incidenza dei casi di morte per morso di vipera, sia per ciò che riguarda le abitudini di questi rettili. Le statistiche affermano che nella maggior parte dei Paesi Europei si verifica un decesso a causa del morso di vipera in media ogni 1-5 anni: un numero piuttosto basso quindi rispetto alla totalità degli individui morsi.
Ciononostante esiste ancora, nei confronti delle vipere, una paura non proporzionale all’effettivo pericolo che esse rappresentano.
In questa parte del discorso non ci interessa tanto differenziare fra loro le speci quanto mettere in evidenza i segni caratteristici con cui DISTINGUERE le VIPERE DA ALTRI SERPENTI non velenosi.

La TESTA della vipera è più SCHIACCIATA e vista dall’alto è più larga di quella dei serpenti non velenosi, con una forma quasi triangolare.
L’OCCHIO della vipera presenta una PUPILLA VERTICALE a forma di fuso come quella dei gatti, al contrario degli altri serpenti che l’hanno circolare.
La testa è poi ricoperta da scaglie di piccole dimensioni mentre quelle dei serpenti non velenosi sono sempre ampie e piuttosto evidenti.
E’ intuitivo che questi segni sono facili da osservare solo se il serpente viene catturato; quando, invece, come frequentemente capita, viene intravisto soltanto mentre si allontana rapidamente, l’unica caratteristica che salta all’occhio è la forma del corpo.
Nella vipera è piuttosto tozzo e LA CODA, pur terminando a punta, è BREVE, tanto che ci sono pochi centimetri fra la parte del corpo col massimo diametro e quella con diametro minimo della punta. I serpenti non velenosi hanno, al contrario, una forma più allungata ed affusolata con una diminuzione del diametro del corpo dalla testa verso la coda molto più graduale e ben visibile.
Altra differenza sostanziale si può osservare nel segno lasciato dal morso sulla cute (nel caso capitasse di venire morsi ma senza esser riusciti a vedere bene come fosse il rettile): nel caso di morso di vipera sono evidenti due punti rossi più grandi degli altri, distanziati fra loro circa di 1 centimetro. Sono dovuti alla presenza dei denti veleniferi, assenti ovviamente nei serpenti non velenosi, il cui morso è caratterizzato da una fila di piccoli puntini tuti della stessa dimensione. Attenzione anche se nel morso si osserva la presenza di un solo unico punto più grande degli altri: è possibile che la vipera abbia perso uno dei due denti veleniferi.

Sintomi
Oltre ai segni lasciati dai denti, il morso della vipera provoca arrossamento, gonfiore, formicolio, dolore, cianosi (colore bluastro della cute) che nei primissimi minuti sono localizzati nella zona circostante il morso stesso, ma che rapidamente si espandono verso la periferia. Nell’arco di un’ora iniziano a comparire anche gli effetti sistemici, rappresentati da nausea, vomito (a volte con sangue), dolori muscolari, diarrea, collasso cardiocircolatorio, shock con perdita di coscienza.
Primo soccorso
Se il primo soccorso è svolto con diligenza, rapidità e molta attenzione è relativamente difficile che il morso di vipera si riveli effettivamente mortale. La gravità del morso dipende da diversi fattori: età della persona colpita ( bambini ed anziani sono più sensibili); peso corporeo; condizioni generali di salute; sede e profondità del morso (il grasso sottocutaneo rallenta la diffusione del veleno); quantità del veleno iniettata, dipendente a sua volta dallo stato di pienezza delle ghiandole velenifere e dalle dimensioni della vipera. La quantità di veleno mortale per un uomo adulto ed in buono stato di salute è circa il doppio della dose media iniettata con il morso!
La prima cosa da fare in assoluto è mantenere la calma, in modo tale da non agitare ulteriormente l’infortunato e da compiere tutte le manovre di primo soccorso con la dovuta attenzione. Deve essere evitato nella maniera più assoluta, se possibile, qualsiasi movimento dell’infortunato, che non farebbe altro che velocizzare la distribuzione del veleno nell’organismo: l’infortunato deve essere sdraiato e mantenuto tranquillo. La zona del morso va lavata con acqua e sapone e poi disinfettata con sostanze che non contengano alcool, in quanto l’alcool aumenta la tossicità del veleno.
E’ una buona precauzione a questo punto, se il morso è localizzato nell’arto superiore, sfilare anelli e bracciali o orologi prima della comparsa del gonfiore. Deve essere poi applicato un laccio a circa 5-6 cm. a monte della ferita: questo laccio non deve essere troppo stretto, tanto che al di sotto di esso deve passarci un dito perché deve solo fermare la circolazione linfatica (che veicola il veleno) e non quella sanguigna.
Quando dopo alcuni minuti la parte si sarà gonfiata ricordarsi di mettere un secondo laccio più a monte prima di togliere il primo altrimenti ogni ostruzione sarà resa vana ed il veleno andrà in circolo con massima velocità e facilità e non potremo più riprendere in mano la situazione.

Assolutamente non succhiare il sangue dalla ferita con la bocca in quanto è facilissimo che il soccorritore assuma a sua volta del veleno attraverso microferite in bocca che spesso non sappiamo nemmeno di avere ed in secondo luogo per rispettare le più banali norme di igiene in quanto il sangue di altra persona direttamente in bocca è grosso veicolo di trasmissione di qualsiasi tipo di malattia anche se il ferito ne sia portatore sano come ad esempio l’Epatite B oppure l’Aids o Hiv 3. Deve, piuttosto, essere usata a questo riguardo una pompetta aspiraveleno in vendita in farmacia. Ne esistono di vari tipi ma in generale ha l’aspetto di una grossa siringa ad un capo della quale, al posto dell’ago, ha una parte allargata che si appoggerà alla parte lesa e dall’altra ha uno stantuffo il quale tramite una molla o ad un meccanismo a vite produce il vuoto riuscendo ad aspirare il sangue dai fori dei denti in maniera totalmente indolore: è opportuno aspirare il prima possibile alcuni millilitri dalla zona del morso.
Non è consigliabile incidere la cute tra i fori dei denti veleniferi.
Sulla zona del morso può essere applicato del ghiaccio. Si possono somministrare all’infortunato bevande eccitanti come the o caffè lungo che contiene più caffeina perché aiutano ad evitare un pericoloso calo pressorio.

Non devono essere somministrate bevande alcooliche come grappa o birra o vino in quanto, com’è noto, l’alcool è un vasodilatatore favorendo così l’abbassamento della pressione arteriosa.
Indispensabile è il trasporto dell’infortunato al posto più vicino di pronto soccorso (ricordo che deve muoversi il meno possibile !).
Per quanto riguarda l’impiego del siero antiofidico è meglio evitarne l’uso e questo per diversi motivi.
Anzitutto il siero deve essere assolutamente conservato ad una temperatura costantemente bassa che vada tra i 2° e i 6° Celsius, poiché a temperature più elevate anche di pochi gradi perde la sua efficacia, fino a diventare addirittura potenzialmente tossico.
In secondo luogo può provocare una reazione allergica più grave e più difficile da gestire e da controllare del problema del morso di vipera stesso (è noto che molti decessi siano determinati da reazioni anafilattiche al siero antiofidico).

Prevenire il morso della vipera
1) Indossare calzature alte oppure calzettoni di lana pesante: le vipere più piccole difficilmente riusciranno a mordere efficacemente e comunque il morso non conterrà una dose eccessiva di veleno.
2) Camminare con passo cadenzato e pesante battendo le erbe e le pietre con un bastone: le vipere hanno un udito poco sviluppato, ma sono invece più sensibili al movimento.
3) Non raccogliere istintivamente ogni cosa da terra: prima di cogliere qualsiasi cosa, smuovere le erbe e le pietre con un bastone per allontanare ogni possibile minaccia.
3) Ispezionare attentamente il luogo in cui ci si desidera sedere.
4) Non appoggiarsi su tronchi ricoperti di foglie, su pagliai e su fascine di legna.
5) Non mettere le mani sotto rocce, sassi o dentro le fessure del terreno.
6) Prestare attenzione quando ci si disseta ad una fonte e quando si cammina su una pietraia.”

 

8 pensieri su “Vipere: cosa fare

  1. Ma quindi se si viene morsi non si può nemmeno scendere a valle ? Bisognerebbe star fermi e farsi portare giù dalla forestale?

  2. La descrizione “La prima cosa da fare in assoluto è mantenere, in modo tale da non agitare ulteriormente l’infortunato” presumo manca la parola CALMA.
    …Mantenere la calma…

    • Ciao,

      la vipera è un animale schivo che quando incontra l’uomo tende ad ignorarlo o a fuggirlo. A meno che non si senta minacciata non attacca l’uomo. La cosa migliore è allontanarsi senza perderla di vista senza fare movimenti bruschi.

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