Intimo tecnico, prestazioni e sicurezza

L’intimo, o baselayer, è la nuova frontiera dell’abbigliamento sportivo perché ci si è resi conto che le prestazioni e la sicurezza (nel caso della montagna) possono essere migliorate dai prodotti più recenti. Le nuove tecnologie produttive, abbinate a materiali innovativi e questi ultimi, combinati con nuove teorie fisiologiche come la compressione o il taping, offrono la possibilità di produrre capi fino a pochi anni fa impensabili. Dalla “rivoluzione” del capilene® fino ai capi sintetici in poliestere, sono passati anni e da un paio d’anni a questa parte sembra che vi sia stato un quantum leap!

Le scuole di pensiero si dividono tra fibre naturali e sintetiche. Ritengo le fibre naturali ottime sotto molti punti di vista ma inferiori come possibilità rispetto alle più recenti fibre sintetiche e pertanto la mia analisi si soffermerà su queste ultime.

Durante le attività in montagna si suda, poco o tanto a seconda dell’attività e della temperatura esterna, ma si suda e non appena ci si ferma il sudore comincia a raffreddarsi e a causare brividi e tremori. In passato si era obbligati a stare bagnati o a spogliarsi per cambiarsi gli indumenti bagnati. Quest’ultima soluzione non sempre possibile o pratica. Oggi i nuovi tessuti consentono una rapida espulsione del sudore e quindi di avere lo strato a contatto pelle asciutto in poco tempo.

Quando si sceglie un capo, oggi si devono considerare più aspetti, il materiale sintetico o naturale e le caratteristiche da esso derivanti. Inoltre le tecnologie attuali, consentono di abbinare nuove funzionalità in grado di migliorare la prestazione sportiva come il taping e la compressione graduata (di queste due caratteristiche scriverò in un futuro articolo).

In merito al materiale, ritengo che le fibre naturali (anche lana merino), siano inferiori rispetto alle sintetiche e che il poliestere vada bene per un prodotto economico ma a livello di prestazioni sia inferiore rispetto al polipropilene.

Il filato in polipropilene consente di ottenere un tessuto leggerissimo, più caldo della lana, con circa dieci volte il potere di espulsione del sudore rispetto al poliestere e 300 volte più della lana. E’ quindi termoregolante, garantendo maggiore calore rispetto alla lana a parità di peso e mantenendo sempre asciutto il corpo anche in condizioni di elevato calore o umidità. Queste caratteristiche sono da non sottovalutare in quanto il minor dispendio energetico per la termoregolazione sia per il freddo che per il caldo è un elemento fondamentale in tutti gli sport ma riveste un ruolo importantissimo per la sicurezza ambienti molto severi.

Inoltre è un polimero anallergico, evita che i batteri proliferino e quindi non puzza (nei limiti di un normale utilizzo). Inoltre  è riciclabile.

Oltre al comfort, un intimo tecnico può quindi garantire maggiore sicurezza in termini di dispendio calorico/energetico e avendo un tempo di asciugatura più rapido e quindi evita che il capo ghiacci non essendo imbevuto di sudore, cosa fondamentale nel caso di prolungate soste a temperature molto basse.