L’importanza del casco in falesia

Spesso vediamo gente che arrampica in falesia senza casco e viene da chiedersi se sia effettivamente importante o meno il suo utilizzo in un ambiente “amichevole”. Detto francamente, il suo utilizzo risulta un po’ scomodo, soprattutto durante le giornate calde e afose, senza contare l’effetto “look” che relega chi usa il casco in falesia tra i meno bravi o quantomeno poco temerari. Effettivamente il casco sembra proprio non incontrare il favore della maggior parte degli arrampicatori che frequentano le falesie, mentre viene dato per scontato quando si arrampica su vie lunghe.

La domanda sull’utilità del casco in falesia viene pertanto spontanea: ma sarà vero che il casco serve solo quando affrontiamo vie in montagna per il rischio di cadute di sassi?

Riporto un racconto su un fatto di cronaca pubblicato su un opuscolo del Corpo Nazionale Soccorso Alpino:
“In falesia A.B., una giovane ragazza assicura in vita, senza far uso di autoassicurazione, il suo compagno che è impegnato su un monotiro. L’attrezzo di assicurazione è un bloccante automatico ed entrambi non utilizzano il casco. Apparentemente nulla fa prevedere il peggio quando improvvisamente il primo di cordata cade nel vuoto; la corda scorre nell’ultimo rinvio, in assenza di attriti, provocando l’innalzamento violento del secondo di cordata. Per sfortuna, fatalità o chi sa per quale altra mala augurata coincidenza, A.B. batte violentemente il capo contro una sporgenza rocciosa subendo un gravissimo trauma cranico, con conseguenze purtroppo fatali.”

Ovviamente si tratta di un caso estremo, e che potrebbe avere avuto diverse conseguenze se chi assicurava fosse stata a sua volta legata ad un ancoraggio al suolo, ma ben spiega quanto imprevedibili possano essere le conseguenze di un incidente anche in falesia.

Non dimentichiamo che le falesie sono comunque un ambiente in cui i pericoli oggettivi sono presenti, vedi ad esempio la caduta di sassi per cause spontanee o causata da altri arrampicatori, la caduta di materiale e non ultimo la possibilità di una caduta da primo di cordata con pendoli o sbalzi che possano causare l’impatto del capo con la parete o alberi.

In alcuni paesi stranieri il casco viene sempre utilizzato in falesia e, in alcuni casi, le scuole lo rendono obbligatorio anche per l’arrampicata indoor (ad eccezione del boulder ovviamente). In Italia per questioni climatiche, per un machismo che ancora contraddistingue la nostra società o forse per uno spirito che vuole l’arrampicata libera appunto il più “free” possibile, il suo uso è abbastanza limitato.

Detto ciò ritengo che l’utilizzo del casco sia sicuramente raccomandabile e che il fastidio minimo che talvolta potrebbe procurare è ben poca cosa rispetto alle gravi conseguenze che un incidente può comportare.

Per chi mastica l’inglese aggiungo un link a un interessante articolo su climbing.com LINK